Merihun Crespi Presenta le Survivor Series

Ciao, ti ringraziamo per esserti prestato come uomo immagine di questa nuova gara che andrà in scena domenica 25 novembre al campo della Pro Patria ARC di Busto Arsizio, le Survivor Series di cross! Prima di entrare nella parte dell’intervista relativa alla gara vera e propria, ti chiedo di presentarti brevemente ai nostri partecipanti.
Chi sei e che cosa hai fatto in carriera?

Buongiorno Runners!!!

sono Merihun Crespi, specialista del mezzofondo veloce e fino a cinque anni fa anche un discreto crossista. Ho avuto la fortuna di indossare per dieci anni la maglia di una dei migliori club militari italiani e quindi coronato il sogno di molti appassionati del nostro amato sport. Sono nato come crossista già con le prime categorie giovanili e l’amore per la pista era nato diversi anni dopo.

Merihun Crespi ai Campionati Italiani Assoluti di Torino 2011, 
Foto di Giancarlo Colombo/FIDAL

La mia carriera atletica si divide in due parti:

la prima, quella giovanile, dove sono stato vincitore sia di una medaglia di Bronzo ai campionati europei sui 1500m che di una medaglia d’Oro a squadre di corsa campestre. Ho partecipato a diversi campionati europei e mondiali in entrambe le discipline e questo penso che sia il regalo più bello che ho ricevuto dallo sport.

la seconda, quella nella categoria assoluta, dove ho ugualmente mantenuto per diversi anni la doppia caratteristica pista-cross e ho avuto i migliori risultati in ambito nazionale.Dal 2011 al 2013 sono stato il miglior 1500ista Italiano con un crono di 3’37”nella distanza e sono stato il “campione italiano” per diverse edizioni sia indoor che outdoor.

Negli ultimi anni gli infortuni hanno dettato legge sulle mie prestazioni atletiche privandomi di costanza e continuità.

Come abbiamo visto hai avuto molte soddisfazioni su piste e prati in ogni parte d’Europa. Qual è stata la maggiore che ti sei tolto grazie all’atletica leggera fra quelle elencate?

Le maggiori soddisfazioni che mi ha regalato l’atletica derivano dalla possibilità di poter viaggiare e di conoscere bellissime persone proveniente da ogni angolo della Terra. Se devo parlare di una particolare gara, allora mi trovo in difficoltà nello scegliere la più emozionante. Il campionato europeo di cross dove portai il team a vincere la medaglia d’oro a squadre. Non è per la medaglia ma per il contesto in cui gareggiavo. La federazione mi portò solo perché il campionato europeo lo si correva in casa e non stava bene portare una squadra ridotta. I direttori tecnici ci tennero a dirmelo. Mi riscattai alla grande!!! Fui il quarto e l’ultimo del team a portare punteggio. Il quinto e il sesto arrivarono così dietro che se nel calcolo dei punteggi avessero usato le loro posizioni di arrivo,come nazionale probabilmente non saremmo nemmeno saliti sul gradino più basso del podio.

Nonostante tu abbia partecipato da giovane a più edizioni dei campionati Europei e Mondiali di cross, nella seconda parte della tua carriera non hai corso molto sui prati. Ci puoi spiegare come mai?

Il motivo che mi ha portato a spostare il mio focus dai cross è dovuto più che altro dal cambio allenatore.Passai da un tecnico di stampo fondista a un tecnico specialista del mezzofondo veloce. Col nuovo modello di allenamento persi molta resistenza fisica ma migliorai tanto sulla forza e sulla velocità. Correre i cross era diventata solo una sofferenza e di conseguenza mi presentavo solo alle gare richieste dalla società.

Tre cose che ti sono sempre piaciute della corsa campestre e tre che invece proprio non sopportavi.

Del cross mi è sempre piaciuto il fatto che condizionasse in positivo la mia mente a sopportare la fatica e trovare strategie per mantenere alta la concentrazione. Rinforza i tendini e la muscolatura grazie ai continui cambi di direzione, dislivello e tipo di terreno e tutti questi vantaggi me li ritrovavo a beneficiarne in pista. L’assenza dell’ossessione per il crono e la lunghezza della gara mi permetteva di viverla a pieno.

Quello che detestavo invece erano quei posti in cui faceva così freddo che i chiodi delle scarpe non facevano presa nel terreno e nonostante un più attento riscaldamento la sensazione di gelo mi accompagnava per tutta la gara. Il risultato della gara era ovviamente da dimenticare. Non amo gareggiare laddove nei percorsi sono presenti lunghi tratti sabbiosi perché perdo efficacia. Come ultimo punto negativo del cross sono gli orari delle gare che spesso vengono fatte nel primo pomeriggio facendoti perdere una giornata intera.

Veniamo invece ora al succo della nostra breve intervista. Cosa ne pensi delle Survivor Series e di questo innovativo format di gara?

Le Survivor Series sono un magnifico allenamento/gara per chi ama la pista ma che considera le classiche corse campestri troppo lunghe, quindi fuori programma. Le distanze sono brevi e ciò permette sia al velocista che al mezzofondista veloce di inserire nel programma un efficace allenamento. È adatta anche per tutti quelli che corrono da soli e vogliono fare un intenso allenamento di gruppo e per coloro che vogliono testarsi e avere un quadro della propria condizione fisica. 4×1200, quanti di voi lo farebbero comunque durante la settimana? quanti di voi sono costretti a farli in pista o sulla strada?

Pensi che se ci fossero state più gare di questo tipo avresti continuato a correre i cross e ti sarebbe piaciuto poter prendere parte ad un evento di questo tipo?

Anni fa cambiai tecnico e metodo di allenamento e questo mi portò a non essere più efficiente nei 10km di corsa campestre. Non solo non ero più efficace ma li pativo moltissimo. Se avessi avuto la possibilità di partecipare a eventi di questo tipo, avrei sicuramente continuato a coltivare la passione che nutro per i cross e sfruttarne tutti i vantaggi. Se fosse un evento che si ripete una volta al mese durante la stagione invernale, le inserirei tutte nel mio programma allenamento.

In chiusura, ti chiedo di mandare un invito a quei moltissimi che sono ancora indecisi sul venire o meno a gareggiare a Busto Arsizio domenica 25.

crossisti, stradaioli e futuri crossisti (pistaioli)

le motivazioni del perché è importante correre i cross penso siano chiare.

le motivazioni del perché dovreste partecipare al Survivor Series di domenica sono infinite…

allora perché non partecipare aalla manifestazione che può essere vista come una gara, un test sulla potenza aerobica, un condizionamento per chi nella prossima stagione outdoor si troverà a dover correre più turni, un allenamento di gruppo per chi corre da solo durante la settimana e per chi ha bisogno di più o nuovi stimoli… trovate tra queste righe la vostra motivazione e iscrivetevi al SURVIVOR SERIES

Runners, vi aspetto domenica mattina!!!

Grazie mille Merihun, ti ringraziamo ancora e come hai detto ci vediamo domenica!

Survivor Series


Un percorso campestre di 1200m,
quattro turni, tantissimo acido lattico.
Saprai domare questi tre elementi?
Il Cross più veloce di Sempre, è la gara per te

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